La zucca e l'indice glicemico

Aggiornamento: 6 feb




La zucca comune è un ortaggio molto versatile originario dell'America del Sud ed il nome scientifico è Cucurbita Maxima.

Venne esportata poi in Europa con la scoperta dell'America.


Esistono più di 500 tipi diversi di zucca, che rientrano in 15 specie principali.


Dal punto di vista nutrizionale è ricca di acqua, ottima fonte di fibra, vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B.

Fonte naturale, inoltre, di carotenoidi e composti bioattivi utili per il benessere del metabolismo umano,



Il periodo autunnale è il migliore per assaporarne il gusto dolce in zuppe e minestre, ma non solo.


Sono stati diversi gli studi che hanno avuto come protagonista la zucca, sia in vivo che in vitro, mettendo in evidenza le caratteristiche antiossidanti e vitaminiche utili per la salute umana.

In questo studio si discutono proprio i potenziali utilizzi biologici e medicali.


Anche i semi di zucca sono oggetto di studi e possono essere utilizzati come condimento in insalate o come topping su minestre e zuppe.


Fun fact: sono necessarie circa 35 zucche per la produzione di un litro di olio di semi di zucca.

Anche l'olio, inoltre, è molto studiato per i potenziali effetti benefici sull'organismo umano.



Nonostante tutti i pregi sopra elencati, ogni tanto si legge in giro che la zucca viene demonizzata come alimento da evitare per il suo alto indice glicemico.


Innanzitutto, in una dieta sana ed equilibrata non c'è un alimento che deve essere eliminato. Tutto è funzionale, nelle giuste quantità.


Inoltre, bisogna contestualizzare il concetto dell'indice glicemico perché, talvolta, può essere fuorviante.


In breve, per indice glicemico si intende la capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di far innalzare la concentrazione di zuccheri (glucosio) nel sangue.


L'indice in sé misura, quindi, la velocità con cui si innalza la glicemia assumendo 50 grammi di carboidrati contenuti in un determinato alimento.


Questa frase è determinante perché non ci si riferisce ai grammi di alimento in sé ma ai grammi di alimento che contengono 50 grammi di carboidrati al suo interno.


Ed è vero che questi 50 grammi di carboidrati contenuti nell'alimento influenzano in modo sostanziale la glicemia, ma dobbiamo arrivare a mangiarne 50 grammi, il che è abbastanza improbabile.


Faccio un esempio pratico.


La zucca è comunemente considerato un alimento ad alto indice glicemico.

La zucca comune gialla contiene 3,5 grammi di carboidrati per 100 grammi di prodotto.


Per arrivare a mangiare 50 gr di carboidrati dovremmo mangiare più di un kilo di zucca, il che, appunto, è abbastanza improbabile durante un normale pasto principale.


Quindi, la zucca è fra gli alimenti ad alto indice glicemico e questo è un dato che deve essere letto con la consapevolezza che non esiste un alimento che fa bene o che fa male in modo assoluto, così come non esiste un alimento che fa ingrassare ed uno che fa dimagrire.


Esiste la contestualizzazione, esiste la porzione personale, esiste l'equilibro settimanale dei pasti.


Per cui, consumare zucca nella sua stagione non può che essere una scelta ottima, eccetto i casi di allergia.




Link utili:


Pumpkin polysaccharide modifies the gut microbiota during alleviation of type 2 diabetes in rats


Addition of pooled pumpkin seed to mixed meals reduced postprandial glycemia: a randomized placebo-controlled clinical trial


The Profile of Secondary Metabolites and Other Bioactive Compounds in Cucurbita pepo L. and Cucurbita moschata Pumpkin Cultivars